La Storia

Breve storia della donazione di sangue nel Feltrino e nel Primiero

Dagli albori alla odierna diffusa coscienza trasfusionale

La vera storia dell’Associazione
Il Nostro passato ma non il passato dei numeri e delle statistiche, ma a quello dei rapporti e delle relazioni umane, delle sensibilità e delle condivisioni.

– del comm. FELICE DAL SASSO Presidente Onorario dell’A.F.D.V.S. –

Nel celebrare i 50 anni della A.F.D.V.S. è necessario e doveroso andare con la memoria al pionierismo di alcuni sanitari che con il loro coraggio hanno aperto la strada alla donazione. È noto quanto raccontava il dottor Toigo, medico condotto a Seren del Grappa e successivamente a Cesiomaggiore: chiamato a risolvere situazioni di emergenza vi provvedeva mediane la trasfusione da braccio a braccio oppure, prima di trasfonderlo nel paziente, con una siringa, prelevava il sangue dal donatore occasionale e lo metteva in una ciotola, mentre un collaboratore con un bastoncino continuava a mescolarlo per impedirne la coagulazione.
Quanta strada è stata fatta. E su quella strada anche la nostra Associazione si è incamminata per merito di una eletta schiera di personaggi che in spirito o fisicamente sono qui oggi a ricordare.
Gli inizi non sono stati facili. Lasciarne la parola al Prof. LEONISIO DOGLIONI, oggi assente giustificato, quando giovane anatomo patologo assunto dall’Ospedale di Feltre dà l’avvio ad uno dei primi Centri di raccolta del sangue degli ospedali del Veneto, (il terzo o il quarto), dopo Padova e Verona. Grazie alla generosità di un concittadino può acquistare un un grande frigorifero-emoteca e avviare, nell’immediato dopoguerra la propaganda presso la Metallurgica Feltrina e la fabbrica Birra Pedavena da cui provengono i primi donatori volontari. Troverà immediato sostegno del dottor EMILIO GAGGIA, direttore dell’Ospedale Santa Maria del Prato, che autorizza le prime raccolte di sangue presso il laboratorio di analisi.
(Ricordiamo fra i tanti due operai metallurgici: Gino Valesani, 200 donazioni e Giovanni Turrin, detto “Sciona” 130 donazioni che rispondendo immediatamente all’appello del Professor Dogliosi hanno con la loro esemplare continuità aperto la strada).
Lo spazio del laboratorio si rivela insufficiente e le esigenze organizzative domandano nuove collaborazioni. Nasce l’incontro con la Sezione locale della CROCE ROSSA e il suo Presidente GIANCARLO BOVIO. Saranno le comandanti Sorelle RICCI e BISSON con il gruppo delle CROCEROSSINE a svolgere il servizio di assistenza al prelievo e di accompagnamento dei medici nelle raccolte all’esterno. Contemporaneamente vengono assegnati dei locali, (nel sottoscala) come sede provvisoria e di emergenza per tutte le operazioni di raccolta avvalendosi dei medici del Pronto Soccorso fra i quali si distingue il dottor TOFFOL di Fiera che promuove ed avvia il coinvolgimento dei primi donatori del PRIMIERO.
Quando negli anni 60 la Croce Rossa Nazionale stabilisce che le sue sezioni territoriali non possono gestire servizi diversi da quelli istituzionali, si provvede alla costituzione della Associazione, con la supervisione e il patrocinio dei dottori Gaggia e Doglioni.
Come ricorda lucidamente il Professor Doglioni sarà puntigliosamente il dottor Gaggia a volerla chiamare: ASSOCIAZIONE FELTRINA DONATORI VOLONTARI SANGUE.
L’atto costitutivo del notaio Vaccari registra i seguenti SOCI FONDATORI:
BOVIO GIANCARLO, BARBANTE GIANBATTISTA (Primo Segretario),FURLAN GIUSEPPE BORTOLO (Quero), GAZZI GIULIO (San Gregorio nelle Alpi), MARINI ANDREA (Fiera di Primiero), ORSINGHER RICCARDO (Mezzano), PASTEGA CATERINA (Anzù di Feltre), SBROVAZZO SILVANO (Quero), TURRIN GIOVANNI (Farra di Feltre).

QUALE TIPO DI ASSOCIAZIONE?
Fu un quesito importante che vide tutti impegnati.
Vi era l’esperienza dell’A.V.I.S. e dell’ appena nata Associazione Bellunese ad essa aderente che promuovevano la raccolta del sangue direttamente, gestendolo mediante una organizzazione propria per cederlo successivamente al mondo sanitario e a quanti ne abbisognavano.
Si fece invece tesoro della esperienza della ASSOCIAZIONE FRIULANA DONATORI DI SANGUE e dei suggerimenti del suo Presidente comm. FALESCHINI. A distanza di tanti anni si deve riconoscere che fu una scelta illuminata quella di limitare la competenza dell’Associazione alla propaganda della donazione, la raccolta delle adesioni, la organizzazione dei donatori, la loro formazione e la creazione delle sezioni: rimettendo alla competenza sanitaria il controllo e l’assistenza dei donatori, il prelievo del sangue e la sua gestione per un miglior utilizzo. La scelta fu possibile perché immediatamente la Presidenza Ospedaliera deliberò di accollarsi le spese perché con dedizione generosa ed esemplare il personale medico e paramedico seppe immedesimarsi nello spirito del volontariato e interpretarlo nelle varie fasi di avvio e consolidamento dell’Associazione.
L’associazione nasceva su un territorio fertile perché il PRIMIERO ed il FELTRINO, animati dalla Croce Rossa, dalla solerzia e sensibilità di alcuni MEDICI CONDOTTI già offrivano un primo nucleo di volontari disposti a collaborare. In questa fase si distinguono specialmente le DONNE attente e pratiche, fatte esperte dalla maternità, alle necessità immediate.
Intanto si vengono costituendo le prime sezioni di Feltre con Barbante, Primiero con Marini, Mezzano con Orsingher, Santa Giustina con Magnani, San Gregorio con Gazzi, Farra con Turrin, Anzù con Pastega, Fonzaso con Marcon, Quero con Furlan, Alano con Dal Canton, Cesiomaggiore con Pio De Bastiani, Canal San Bovo con Rattin, Seren del Grappa con Scopel, mentre si distinguono per navigata esperienza quelle aziendali della METALLURGICA e della BIRRA PEDAVENA caratterizzando la presenza di un volontariato operistico e popolare.
Ad affiancare i soci e rafforzare le Sezioni contribuiscono le indimenticabili serate dei periodici prelievi fatte direttamente nei diversi paesi con la convocazione dei donatori. Talvolta negli ambulatori, assai spesso nelle osterie e ristoranti in cui sarebbe seguito l’incontro conviviale e le successive danze che spesso si protraevano nella notte avanzata. Si raccoglievano da 40 a 100 flaconi di sangue cui il personale del Centro doveva successivamente dedicare particolare attenzione per renderlo fruibile.
Eravamo ancora in una fase piorienistica:
– non venivano fatti controlli particolari,
– il sangue veniva prelevato a tutti coloro che rispondevano alla chiamata,
– si raccoglievano numerosi flaconi di sangue intero sulla cui idoneità non si ponevano riserve,
– l’appuntamento diventava una festa di intrattenimento che aiutava a creare rapporti e consolidare amicizia e solidarietà.
La legge sulla donazione e la raccolta del sangue nel 1970 giunse tempestiva a regolamentare comportamenti e procedure per il corretto impiego del sangue. In questa fase si distingue la serietà professionale del dottor GIULIO ALTINIER, la confermata disponibilità della Direzione Sanitaria nell’assunzione degli oneri, l’impegno e la generosa collaborazione della maggioranza degli associati.

NON È STATO FACILE RIVOLUZIONARE IL MODO DI RACCOGLIERE SANGUE.
– i donatore deve essere sano e per accertarlo deve sottoporsi a ben definiti esami e controlli,
– colui che dona deve essere digiuno da almeno otto ore,
– la raccolta va eseguita in ambienti possibilmente sterili.

C’ERA QUANTO BASTAVA PER UN CAMBIAMENTO RADICALE.
Bisognava rinunciare alla sera, ( il tempo più disponibile per tutti), alle serate conviviali in osteria o al ristorante, ai prelievi di gruppo.

LA DECISIONE DI RACCOGLIERE SANGUE SOLO AL CENTRO TRASFUSIONALE
provocò un senso di smarrimento generale ed una diffusa opposizione.
Ne fu epigono il buon Prof. DAL CANTON, caposezione di Alano, generoso donatore con oltre 80 donazioni, membro del Consiglio dell’Associazione. Preoccupato che si perdessero molti donatori si batterà tenacemente contro la nuova disciplina. Non mancheranno altri donatori pronti ad affiancarlo, nella protesta, preoccupati di veder svuotate le Sezioni. È nota anche la minaccia di abbandonare l’Associazione per passare ad altre organizzazioni.

IN QUESTA FASE SI RIVELA LA SAGGEZZA E LA MATURITÀ DELLA NOSTRA GENTE
Le Sezioni vennero assiduamente visitate e il dottor Altinier illustrerà le ragioni della NUOVA DISCIPLINA con esempi e documentazioni convincenti.
In tempi abbastanza rapidi la gente apprenderà che i controlli servono in primo luogo per dare al donatore la certezza di essere sano e di conseguenza idoneo al dono. Diversamente il volontario dovrà sottoporsi ai controlli sanitari per ricercare le cause della mancata idoneità e trovarne i rimedi. Sorge il motto: DONATORI SANI PER DISTRIBUIRE SALUTE.
Apprenderà ancora che il paziente necessita di un sangue particolare e perciò diventa indispensabile una catalogazione e l’accertamento delle compatibilità.
IL SANGUE È UN BENE PREZIOSO e serve fino ad un certo punto avere qualunque e tanto sangue. Occorre raccogliere il tipo di sangue che può essere impiegato e ciò è reso possibile solo mediante una selezione dei donatori e un controllo di qualità.
Ma non basta che IL DONATORE SIA SANO, deve essere anche a DIGIUNO da almeno otto ore e la raccolta deve avvenire possibilmente in ambiente sterile.
Ecco spiegate le ragioni per cui doveva essere abbandonata la procedura pionieristica per non dire avventurosa della raccolta esterna e serale.

SI APRE UNA NUOVA FASE
L’ASSOCIAZIONE e le SEZIONI diventano una SCUOLA DI FORMAZIONE, di EDUCAZIONE CIVICA, di MATURAZIONE CULTURALE.
I risultati si vedono abbastanza rapidamente. Ad alcune defezioni si accompagna un crescente interesse a capire, conoscere, sperimentare.
Il donatore cessa di essere, (come usava dire il dottor Altinier), UNA MUCCA DA MUNGERE, per diventare un soggetto responsabile di un gesto che trascende la donazione e diventa costume di vita, medico di se stesso, attore di salute. Si aggiunge una esperienza associativa di partecipazione che porta a vivere con trepidazione alcuni momenti singolari del buon uso del sangue quando;
– con ben 74 TRASFUSIONI CONSECUTIVE all’ospedale di Feltre viene salvata la vita di una giovane madre,
– oppure quando alcuni neonati vengono salvati facendoli nascere prematuramente sostituendo immediatamente tutto il loro sangue, portando la gioia nelle loro famiglie, ( È il tempo in cui qualche mamma dirà senza timore che il suo bambino è frutto di due PAPÀ, uno dei quali è il dottor Altinier con la sua Associazione di donatori).
– E ancora come non dimenticare l’affannosa, preoccupata richiesta di 10 o 15 donatori da portare all’Ospedale di Padova, fatta da famigliari che vedevano condizionato l’intervento su un loro congiunto dalla disponibilità di sangue che – per ragioni di sicurezza – quella struttura sanitaria pretendeva di raccogliere direttamente. Sarà ancora Altinier a dare al Primario di quel Servizio di Immunologia e Trasfusionale ogni garanzia sul prodotto messo a disposizione, facendo correre i vasi o le sacche in luogo delle persone e facendo assumere al Centro un rapporto preferenziale e privilegiato con quella eccellente struttura.

Così la vita dell’Associazione cresce in armonia con affermarsi del Centro Trasfusionale e si arricchisce di nuovi episodi, DIMOSTRANDO CON I FATTI UN LEGAME fiduciario sempre più stretto e una compenetrazione che ASSOMMA e ARMONIZZA il reciproco vissuto.
Si può dire che i volontari si immedesimano con le vicende sanitarie, perché i medici e il personale del Centro ripagano con la stessa tensione e il medesimo coinvolgimento.

È NATA UNA GRANDE FAMIGLIA

Ma la vita continua. I personaggi si susseguono con un avvicendamento che significa vitalità, innovazione, continuità, ammodernamento, senza mai perdere di vista le motivazioni ideali originarie, messe talvolta a dura prova dalla stessa evoluzione del concetto di volontariato.
Oggi abbiamo come Direttore del Centro il dottor DI MAMBRO, come Presidente dell’Associazione il Professor MARCHET, mentre continua a svolgere le funzioni di Segreteria VITTORIA SASSO che sostituisce degnamente e con passione i suoi benemeriti predecessori BARBANTE e LORENZONI.
Ci sono 31 SEZIONI con efficienti consigli presenti in tutti i comuni della Comunità Montana Feltrina e del Comprensorio del Primiero e Vanoi con un patrimonio di 4000 donatori.
Diventa sempre più stretto il legame tra il PRIMIERO ed il FELTRINO accomunati dal comune interesse di conservare, difendere e rafforzare una presenza sanitaria qualificata.
Vi è infine, apparentemente fuori degli stessi compiti istituzionali, UNA ATTENZIONE a favorire e incoraggiare la partecipazione dei donatori ad altri movimenti di volontariato sociale, civile, culturale, ricreativo esistenti sul territorio, nella consapevolezza che i bisogni comuni vengono soddisfatti se si è imparato ad unire le forze e ad offrirsi instancabilmente sulla spinta del motto: DONIAMO PERCHÉ AMIAMO.
Ma questa è un’altra storia.

STORIA 2

Le prime attività trasfusionali, organizzate dalla Croce Rossa Italiana di Feltre, risalgono al 1945.
Negli anni a seguire cresce la sensibilità e l’attenzione verso il dono del sangue ed il 13 novembre 1952, la Prefettura di Belluno decreta l’istituzione in Feltre della Nostra Associazione che da Volontari di sangue della C. R. I., assume la denominazione di Associazione Feltrina Donatori Volontari di sangue.
Il 1 marzo 1953, presso l’Ospedale di Feltre, con la consulenza tecnica del laboratorista prof. Leonisio Dogliosi, nasce il Centro Trasfusionale, curato della C.R.I. di Feltre.
Il Centro Trasfusionale di Feltre fu uno dei primi tre istituiti nel Veneto con quelli di Verona e Vicenza.
Nel 1962 in accordo con l’allora Presidente del Sottocomitato C.R.I. ,Giancarlo Bovio, viene istituita la figura di un medico Direttore responsabile dell’attività trasfusionale. Il Dottor Giulio Altinier, reggerà le sorti del Servizio fino al 1999 coordinandone i vari momenti operativi, dalla raccolta alla distribuzione del sangue, alla attuazione delle nuove indagini che si andavano sviluppando sia in relazione all’utilizzo del sangue che delle malattie legate ai gruppi sanguigni, come quella da fattore Rh, allora piuttosto frequente nella nostra zona.
Dal 1962 al 1968, grazie alla sensibilità delle Nostre popolazioni, nel Feltrino e nel Primiero nacquero le prime Sezioni tanto che il numero di Donatori dell’Associazione passò da circa 300 ad oltre 1500.
Nel 1968 la prima legge quadro nazionale dettava le basi dell’attività trasfusionale ed in applicazione alla normativa il Centro Trasfusionale gestito dalla CRI passava sotto la direzione dell’attuale USSL 2.
Il 9 febbraio 1969 si costituisce ufficialmente la Nostra Associazione con una propria autonomia organizzativa ed operativa. La guida dell’Associazione è assunta dal Comm. Felice Dal Sasso che la rappresenterà fino alla primavera del 2005. In applicazione alle nuove norme legislative, nel 1971, la raccolta del sangue che prima era eseguita prevalentemente presso gli ambulatori dei vari paesi del Feltrino e del Primiero, viene totalmente trasferita presso il Centro Trasfusionale di Feltre. È un fatto rivoluzionario, ma la convinzione della validità e della serietà della nuova impostazione, diretta innanzitutto al miglior controllo della salute del donatore e del ricevente, ha la meglio sui primi dubbi e le prime perplessità.
Oggi il Centro Trasfusionale di Feltre, retto dal Dottor Giovanni Di Mambro, può contare sulla generosità di oltre 2500 Nostri Donatori attivi che spronati con entusiasmo dal nuovo Presidente Professor Saverio Marchet, concorrono mirabilmente a garantire l’autosufficienza locale, ma anche a colmare i fabbisogni della regione Veneto, stimati in quasi 200.000 unità di sangue/anno e nazionali in relazione alle indicazioni della programmazione regionale veneta in materia.

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